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15 Maggio 2026

Un giorno a Pisa da Firenze

Pisa, l’antica Repubblica Marinara, è una città che offre molto più della sua iconica torre. È un luogo dove la storia millenaria si fonde con la vivacità universitaria, il tutto incorniciato dalle acque dell’Arno e dagli echi di una gloriosa rivalità con la sua vicina più ingombrante: Firenze.

Come raggiungere Pisa da Firenze

Pisa è ben collegata con Firenze, rendendola una meta perfetta per una gita di un giorno o un weekend.

Mezzo Tempo di percorrenza medio Dettagli
Treno 50 min – 1h 30 min Il modo più comodo. Treni Regionali (più lenti ed economici) o Regionali Veloci collegano direttamente le stazioni di Firenze S.M. Novella e Pisa Centrale. I servizi sono frequenti.
Auto Circa 1 ora Si percorre l’autostrada A11 (Firenze-Mare).
Attenzione: il centro di Pisa è Zona a Traffico Limitato (ZTL). È consigliabile parcheggiare in aree esterne al centro storico e proseguire a piedi o con i mezzi pubblici.
Pullman 1 ora – 1 ora 30 min Diverse compagnie offrono servizi diretti tra le autostazioni di Firenze e Pisa. È un’opzione spesso economica e una buona alternativa al treno, anche se meno frequente.

La rivalità storica tra Firenze e Pisa:

La tensione tra Firenze e Pisa è stata una costante nella storia toscana, specialmente a partire dal XIII secolo. Infatti mentre Pisa fioriva come una delle quattro potenti Repubbliche Marinare (insieme a Venezia, Genova e Amalfi), controllando il Mediterraneo occidentale, Firenze emergeva come potenza terrestre, bancaria e commerciale. Lo scontro era inevitabile:

  • Il declino pisano (XIII-XIV sec.): il colpo di grazia alla potenza marittima di Pisa fu inferto da Genova nella battaglia della Meloria (1284). Firenze, vedendo indebolita la sua rivale, non si lasciò sfuggire l’occasione.

  • La conquista fiorentina: dopo vari tentativi, Firenze conquistò definitivamente Pisa nel 1406. Questo evento segnò la fine dell’indipendenza pisana e la sua integrazione, spesso forzata e ribelle, nel dominio fiorentino, poi granducale.

  • Echi nel folklore: la rivalità è radicata anche nel linguaggio popolare, come dimostra il noto detto fiorentino: “Meglio un morto in casa che un Pisano all’uscio” (la porta di casa), a cui i Pisani rispondono con un sarcastico: “Che Dio t’assista!”

Piazza dei Miracoli

Dichiarata Patrimonio Mondiale UNESCO, questa piazza è il cuore del Romanico Pisano. Il complesso monumentale (Duomo, Battistero, Campanile e Camposanto) fu edificato a partire dall’XI secolo, a testimonianza della potenza e della ricchezza raggiunte dalla Repubblica Marinara di Pisa.

La disposizione dei monumenti, come in tante altre piazze italiane, non è casuale. Attraverso i vari edifici, e la loro funzione, si rappresentavano le varie tappe dell’esistenza umana:

  • Il Battistero di San Giovanni (la nascita): dove il fedele entra nella comunità cristiana.
    Si tratta tra l’altro del battistero più grande d’Italia. La sua costruzione durò secoli, passando dal Romanico (la parte inferiore con gli archi a tutto sesto) al Gotico (la parte superiore appuntita, realizzata da Nicola e Giovanni Pisano).
  • La Cattedrale di Santa Maria Assunta (la vita): il luogo della celebrazione e della preghiera.
    All’interno della cattedrale si trova una splendida lampada bronzea. Si dice che Galileo Galilei, osservando la sua oscillazione durante una messa, abbia intuito la teoria dell’isocronismo del pendolo. In realtà, la lampada attuale è successiva al tempo di Galileo, ma la leggenda rimane affascinante.
    Sul lato esterno nord (verso il Camposanto), su un pezzo di marmo di epoca romana, si trovano numerosi piccoli buchi neri. La leggenda narra che siano i segni lasciati dalle unghie del diavolo che cercava di arrampicarsi per impedire la costruzione del Duomo. Si dice che, per quanto si provi a contarli, il numero cambi ogni volta.
  • Il Campanile (la conoscenza):  Il tramite tra la terra e il divino.
    Alta circa 56 metri, la Torre è in realtà il campanile del Duomo. La torre iniziò a inclinarsi sin dai primi anni di costruzione (1173) a causa del terreno sabbioso e argilloso sottostante. Galileo Galilei avrebbe condotto qui esperimenti sulla caduta dei gravi.  La Torre non cade perché il suo baricentro cade ancora all’interno della base. Negli anni ’90 è stata oggetto di un complesso intervento di consolidamento che ha ridotto la pendenza di circa 40 centimetri, mettendola in sicurezza per i prossimi tre secoli.
    Ognuna delle 7 campane ha un nome e una nota musicale diversa. La più famosa è la “Giustizia”, che suonava per annunciare le esecuzioni dei traditori (come quella del famoso Conte Ugolino).
  • Il Camposanto (la morte): Il luogo del riposo eterno.
    Si dice che sia stato costruito attorno a un carico di terra sacra proveniente dal monte Calvario (Golgotha), portata a Pisa dalle navi della IV Crociata nel 1203, affinché i corpi dei cittadini illustri potessero decomporsi in terra santa.
    All’interno si trova uno degli affreschi medievali più impressionanti del mondo, il Trionfo della Morte (attribuito a Buonamico Buffalmacco). È un’opera potente che mostra scene di vita cortese interrotte bruscamente dall’arrivo della morte.

Altre curiosità e consigli:

  • La piazza non si è sempre chiamata così. Il merito è dello scrittore e poeta Gabriele D’Annunzio, che nel suo romanzo Forse che sì forse che no (1910) definì i monumenti della piazza come “Miracoli”, per la loro bellezza e il candore del marmo che contrasta con il verde intenso del prato. Da allora, per tutto il mondo, è diventata la Piazza dei Miracoli.
  • Per un impatto visivo più potente, entra nella piazza da Porta Nuova (vicino a Piazza Manin). Uscendo dall’arco, vedrai i monumenti allineati in una prospettiva che toglie il fiato, con il verde del prato che sembra infinito.
  • Piazza dei Miracoli dopo il tramonto è magica. I turisti diminuiscono drasticamente e i monumenti illuminati assumono un aspetto quasi spettrale e solenne.
The baptistry of Pisa on Piazza dei Miracoli
The baptistry of Pisa on Piazza dei Miracoli
Leaning tower of Pisa
Leaning tower of Pisa
Duomo di Pisa
Piazza dei Miracoli Pisa

Palazzo della Carovana (Piazza dei Cavalieri)

Piazza Cavalleggeri Pisa

Se Piazza dei Miracoli rappresenta l’anima religiosa e turistica di Pisa, Piazza dei Cavalieri ne rappresenta l’anima politica, intellettuale e, per certi versi, più cupa e misteriosa.

In epoca medievale, questo luogo era conosciuto come Piazza delle Sette Vie, perché qui convergevano le sette strade principali della città. Era il centro della vita politica della libera Repubblica di Pisa, dove sorgeva il Palazzo degli Anziani.

Tutto cambiò nel 1562, quando il Granduca di Toscana Cosimo I de’ Medici decise di rifondare la piazza. Incaricò il suo architetto di fiducia, Giorgio Vasari, di trasformarla nel quartier generale dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, un ordine monastico-militare creato per difendere le coste toscane e cristiane dalle incursioni dei pirati saraceni.

Curiosità:
– Il nome “della Carovana” deriva dal periodo di addestramento triennale (“carovana”) che i novizi dell’Ordine dovevano svolgere. Oggi è la prestigiosa sede principale della Scuola Normale Superiore di Pisa.
– Gli studenti della Scuola Normale sono famosi per la loro dedizione assoluta allo studio. Una leggenda cittadina dice che se uno studente della Normale attraversa il centro della piazza tagliandola in diagonale, non riuscirà mai a laurearsi (una superstizione simile a quella che vieta di salire sulla Torre Pendente prima della laurea).

Chiesa di San Frediano di Pisa

San Frediano Church in Pisa

La Chiesa di San Frediano è uno dei luoghi più amati dai pisani, non solo per la sua bellezza architettonica, ma perché è il cuore religioso dell’Università di Pisa. Situata nell’omonima piazza, a pochi passi dal Palazzo della Sapienza (sede storica della facoltà di Giurisprudenza), è un esempio purissimo di Romanico pisano, meno appariscente del Duomo ma estremamente suggestivo.

Le prime testimonianze della chiesa risalgono al 1061. Inizialmente fu un monastero dei monaci Benedettini e successivamente dei Camaldolesi. Nel 1561, con la riforma voluta dai Medici, la chiesa passò sotto il controllo dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano (proprio quelli di Piazza dei Cavalieri), che la ristrutturarono internamente.

Dall’Ottocento, la chiesa è diventata la sede della vita spirituale degli universitari, ruolo che ricopre ancora oggi, ospitando eventi, concerti e momenti di riflessione per gli studenti.

🎨 Cosa vedere all’interno della chiesa:

L’interno è un mix affascinante tra la severità medievale e la ricchezza del tardo Rinascimento/Barocco:

  1. La croce dipinta (XII secolo): È l’opera d’arte più importante della chiesa. Si tratta di un crocefisso su tavola “Christus Triumphans” (Cristo trionfante sulla morte, con gli occhi aperti). È circondato da piccole scene della Passione di una delicatezza straordinaria. Rappresenta il passaggio cruciale dell’arte pittorica toscana prima dell’arrivo di Cimabue e Giotto.

  2. Le colonne antiche: All’interno, le navate sono divise da colonne di spoglio (cioè recuperate da antichi edifici romani), tutte diverse tra loro per materiale e capitelli.

  3. Gli affreschi di Domenico Passignano: La cupola e il coro conservano decorazioni del tardo Cinquecento che raccontano storie legate a San Frediano, un santo di origine irlandese che fu vescovo di Lucca.

Chiesa di Santa Maria della Spina

Church of Saint Mary of the Thorn

Fondata nel 1230, la chiesa inizialmente aveva un aspetto molto più semplice. Il suo nome originario era Santa Maria del Pontenovo. Questo perché sorgeva proprio accanto a un ponte (il Ponte Nuovo) che collegava via Sant’Antonio con via Santa Maria. Quel ponte, purtroppo, crollò definitivamente nel XV secolo e non fu mai più ricostruito, lasciando la piccola chiesa come unica testimone di quell’antico passaggio.

La svolta nella storia della chiesa avvenne nel 1333. In quell’anno, un membro della nobile famiglia gualandi portò a Pisa una reliquia inestimabile: una spina che si diceva appartenesse alla corona di Cristo indossata durante la Passione. Pisa decise di custodire questo tesoro proprio nella chiesetta sul fiume, che per l’occasione fu ampliata e trasformata in un capolavoro gotico. Da quel momento, il nome mutò ufficialmente in “della Spina”. Oggi la reliquia non si trova più qui (è stata spostata nella Chiesa di Santa Chiara per garantirne la conservazione), ma il nome continua a evocare quel passato glorioso.

Curiosità: A causa della sua posizione a ridosso del fiume, fu soggetta a cedimenti. Per salvarla, nel 1871 fu smontata pietra per pietra e ricostruita più in alto (di circa un metro) e leggermente arretrata rispetto al lungarno.

Il Palazzo Blu sul Lungarno

The Blue Palace on the Lungarno

Situato sul Lungarno Gambacorti, il Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, universalmente noto come Palazzo Blu, è diventato il simbolo della rinascita culturale di Pisa negli ultimi decenni. La sua particolarità cromatica lo rende un’eccezione visiva nel panorama dei Lungarni, dominati dai toni del giallo, dell’arancio e del rosso.

La domanda che tutti si pongono è: perché è blu? Durante i lavori di restauro nel 2007, sotto gli strati di intonaco più recenti, è emersa una traccia di color blu pastello risalente al XVIII secolo.  In quel periodo, Pisa era una tappa fondamentale del Grand Tour ed era frequentata da una folta comunità russa e nordeuropea. La scelta del blu (rarissima in Italia per le facciate esterne) fu un omaggio al gusto dell’epoca dei visitatori russi, che portavano con sé lo stile dei palazzi di San Pietroburgo. La Fondazione Pisa, proprietaria dell’edificio, ha deciso di ripristinare proprio quel colore originale, restituendo alla città uno scorcio unico e “internazionale”.

Curiosità: Durante i lavori di restauro sono stati scoperti resti archeologici di epoca romana e medievale al piano terra, visibili oggi.

Palazzo Agostini (detto anche Palazzo dell'Ussero o Palazzo Rosso)

The Red Palace or Agostini Palace

Mentre molti palazzi nobiliari pisani puntavano sul marmo per mostrare la propria ricchezza, Palazzo Agostini si distingue per il calore e la maestria del laterizio (mattone). La sua facciata è un ricamo continuo di decorazioni in terracotta che cambiano sfumatura a seconda della luce del sole, passando dal rosso cupo all’arancio vibrante.

Il palazzo, così come lo vediamo oggi, risale al XIV secolo, ma la sua struttura racconta una storia ancora più antica. È nato infatti dall’unione di diverse case-torri medievali preesistenti. Se lo osservi con attenzione, noterai che la facciata non è perfettamente simmetrica: questo è il segno visibile dell’accorpamento di edifici diversi, sapientemente armonizzati dai decori in terracotta che raffigurano motivi floreali, figure umane e stemmi nobiliari.

Curiosità: Al piano terra ospita lo storico Caffè dell’Ussero (1775), uno dei più antichi caffè d’Italia, che fu per secoli ritrovo di intellettuali, patrioti e massoni, diventando un punto focale del dibattito culturale e politico risorgimentale pisano.

Palazzo Agostini detiene un record straordinario: nel 1899, nei locali sul retro del palazzo, fu aperto il Cinema Lumière, una delle sale cinematografiche più antiche d’Italia (e del mondo) ancora in funzione. Assistere a un film qui non è solo intrattenimento, è un viaggio nella storia del cinema.

Palazzo Pretorio

Praetorian Palace

Il Palazzo Pretorio, situato sul Lungarno Gambacorti proprio accanto al celebre Ponte di Mezzo, è il “custode” della riva sinistra dell’Arno. Se Palazzo Agostini è il simbolo dell’eleganza privata, il Palazzo Pretorio è da secoli l’emblema dell’autorità civile e del servizio pubblico a Pisa.

Le radici del palazzo affondano nel Medioevo. Già nel XIV secolo era la sede del Podestà e del Governatore, ovvero i massimi rappresentanti del potere cittadino.
Nel corso dei secoli, il palazzo ha subito infinite trasformazioni. In epoca granducale (sotto i Medici e i Lorena), venne ampliato e abbellito per riflettere l’importanza delle istituzioni che ospitava, tra cui il Tribunale e le carceri (situate nella torre).

Il Palazzo Pretorio è uno dei simboli della resilienza di Pisa. Durante la Seconda Guerra Mondiale, nel tragico bombardamento del 31 agosto 1943, il palazzo fu quasi completamente raso al suolo. Nel dopoguerra si discusse a lungo se ricostruirlo in chiave moderna o “com’era e dov’era”. Alla fine prevalse una via di mezzo guidata dall’architetto Piero Sanpaolesi.
Il palazzo fu ricostruito negli anni ’50 utilizzando in parte i materiali originali recuperati dalle macerie. Fu un lavoro di ricomposizione monumentale che ha permesso di restituire a Pisa il suo profilo storico sul fiume.

Curiosità: La torre attuale è frutto della ricostruzione post-bellica ed è stata realizzata leggermente più alta rispetto a quella originale dell’Ottocento, per dare slancio all’intero complesso e renderlo più visibile dai Lungarni opposti.

Oggi il palazzo non ospita più tribunali o prigioni, ma la Biblioteca Comunale (SMS – San Michele degli Scalzi). È un luogo vibrante, frequentatissimo da studenti e ricercatori, dove la storia medievale incontra la modernità dei servizi digitali.

Cosa aspetti a venire a visitare Pisa e Firenze?