Pisa, l’antica Repubblica Marinara, è una città che offre molto più della sua iconica torre. È un luogo dove la storia millenaria si fonde con la vivacità universitaria, il tutto incorniciato dalle acque dell’Arno e dagli echi di una gloriosa rivalità con la sua vicina più ingombrante: Firenze.
Come raggiungere Pisa da Firenze
Pisa è ben collegata con Firenze, rendendola una meta perfetta per una gita di un giorno o un weekend.
| Mezzo | Tempo di percorrenza medio | Dettagli |
| Treno | 50 min – 1h 30 min | Il modo più comodo. Treni Regionali (più lenti ed economici) o Regionali Veloci collegano direttamente le stazioni di Firenze S.M. Novella e Pisa Centrale. I servizi sono frequenti. |
| Auto | Circa 1 ora | Si percorre l’autostrada A11 (Firenze-Mare). Attenzione: il centro di Pisa è Zona a Traffico Limitato (ZTL). È consigliabile parcheggiare in aree esterne al centro storico e proseguire a piedi o con i mezzi pubblici. |
| Pullman | 1 ora – 1 ora 30 min | Diverse compagnie offrono servizi diretti tra le autostazioni di Firenze e Pisa. È un’opzione spesso economica e una buona alternativa al treno, anche se meno frequente. |
La rivalità storica tra Firenze e Pisa:
La tensione tra Firenze e Pisa è stata una costante nella storia toscana, specialmente a partire dal XIII secolo. Infatti mentre Pisa fioriva come una delle quattro potenti Repubbliche Marinare (insieme a Venezia, Genova e Amalfi), controllando il Mediterraneo occidentale, Firenze emergeva come potenza terrestre, bancaria e commerciale. Lo scontro era inevitabile:
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Il declino pisano (XIII-XIV sec.): il colpo di grazia alla potenza marittima di Pisa fu inferto da Genova nella battaglia della Meloria (1284). Firenze, vedendo indebolita la sua rivale, non si lasciò sfuggire l’occasione.
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La conquista fiorentina: dopo vari tentativi, Firenze conquistò definitivamente Pisa nel 1406. Questo evento segnò la fine dell’indipendenza pisana e la sua integrazione, spesso forzata e ribelle, nel dominio fiorentino, poi granducale.
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Echi nel folklore: la rivalità è radicata anche nel linguaggio popolare, come dimostra il noto detto fiorentino: “Meglio un morto in casa che un Pisano all’uscio” (la porta di casa), a cui i Pisani rispondono con un sarcastico: “Che Dio t’assista!”
Piazza dei Miracoli
Dichiarata Patrimonio Mondiale UNESCO, questa piazza è il cuore del Romanico Pisano. Il complesso monumentale (Duomo, Battistero, Campanile e Camposanto) fu edificato a partire dall’XI secolo, a testimonianza della potenza e della ricchezza raggiunte dalla Repubblica Marinara di Pisa.
La disposizione dei monumenti, come in tante altre piazze italiane, non è casuale. Attraverso i vari edifici, e la loro funzione, si rappresentavano le varie tappe dell’esistenza umana:
- Il Battistero di San Giovanni (la nascita): dove il fedele entra nella comunità cristiana.
Si tratta tra l’altro del battistero più grande d’Italia. La sua costruzione durò secoli, passando dal Romanico (la parte inferiore con gli archi a tutto sesto) al Gotico (la parte superiore appuntita, realizzata da Nicola e Giovanni Pisano). - La Cattedrale di Santa Maria Assunta (la vita): il luogo della celebrazione e della preghiera.
All’interno della cattedrale si trova una splendida lampada bronzea. Si dice che Galileo Galilei, osservando la sua oscillazione durante una messa, abbia intuito la teoria dell’isocronismo del pendolo. In realtà, la lampada attuale è successiva al tempo di Galileo, ma la leggenda rimane affascinante.
Sul lato esterno nord (verso il Camposanto), su un pezzo di marmo di epoca romana, si trovano numerosi piccoli buchi neri. La leggenda narra che siano i segni lasciati dalle unghie del diavolo che cercava di arrampicarsi per impedire la costruzione del Duomo. Si dice che, per quanto si provi a contarli, il numero cambi ogni volta. - Il Campanile (la conoscenza): Il tramite tra la terra e il divino.
Alta circa 56 metri, la Torre è in realtà il campanile del Duomo. La torre iniziò a inclinarsi sin dai primi anni di costruzione (1173) a causa del terreno sabbioso e argilloso sottostante. Galileo Galilei avrebbe condotto qui esperimenti sulla caduta dei gravi. La Torre non cade perché il suo baricentro cade ancora all’interno della base. Negli anni ’90 è stata oggetto di un complesso intervento di consolidamento che ha ridotto la pendenza di circa 40 centimetri, mettendola in sicurezza per i prossimi tre secoli.
Ognuna delle 7 campane ha un nome e una nota musicale diversa. La più famosa è la “Giustizia”, che suonava per annunciare le esecuzioni dei traditori (come quella del famoso Conte Ugolino). - Il Camposanto (la morte): Il luogo del riposo eterno.
Si dice che sia stato costruito attorno a un carico di terra sacra proveniente dal monte Calvario (Golgotha), portata a Pisa dalle navi della IV Crociata nel 1203, affinché i corpi dei cittadini illustri potessero decomporsi in terra santa.
All’interno si trova uno degli affreschi medievali più impressionanti del mondo, il Trionfo della Morte (attribuito a Buonamico Buffalmacco). È un’opera potente che mostra scene di vita cortese interrotte bruscamente dall’arrivo della morte.
Altre curiosità e consigli:
- La piazza non si è sempre chiamata così. Il merito è dello scrittore e poeta Gabriele D’Annunzio, che nel suo romanzo Forse che sì forse che no (1910) definì i monumenti della piazza come “Miracoli”, per la loro bellezza e il candore del marmo che contrasta con il verde intenso del prato. Da allora, per tutto il mondo, è diventata la Piazza dei Miracoli.
- Per un impatto visivo più potente, entra nella piazza da Porta Nuova (vicino a Piazza Manin). Uscendo dall’arco, vedrai i monumenti allineati in una prospettiva che toglie il fiato, con il verde del prato che sembra infinito.
- Piazza dei Miracoli dopo il tramonto è magica. I turisti diminuiscono drasticamente e i monumenti illuminati assumono un aspetto quasi spettrale e solenne.
Palazzo della Carovana (Piazza dei Cavalieri)
Chiesa di San Frediano di Pisa
🎨 Cosa vedere all’interno della chiesa:
L’interno è un mix affascinante tra la severità medievale e la ricchezza del tardo Rinascimento/Barocco:
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La croce dipinta (XII secolo): È l’opera d’arte più importante della chiesa. Si tratta di un crocefisso su tavola “Christus Triumphans” (Cristo trionfante sulla morte, con gli occhi aperti). È circondato da piccole scene della Passione di una delicatezza straordinaria. Rappresenta il passaggio cruciale dell’arte pittorica toscana prima dell’arrivo di Cimabue e Giotto.
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Le colonne antiche: All’interno, le navate sono divise da colonne di spoglio (cioè recuperate da antichi edifici romani), tutte diverse tra loro per materiale e capitelli.
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Gli affreschi di Domenico Passignano: La cupola e il coro conservano decorazioni del tardo Cinquecento che raccontano storie legate a San Frediano, un santo di origine irlandese che fu vescovo di Lucca.
Chiesa di Santa Maria della Spina
Il Palazzo Blu sul Lungarno
Palazzo Agostini (detto anche Palazzo dell'Ussero o Palazzo Rosso)
Palazzo Pretorio
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