Nel cuore di Firenze, a pochi passi da Piazza della Signoria, si erge un imponente edificio in pietra che racchiude secoli di storia e un’inestimabile collezione d’arte: il Museo Nazionale del Bargello. Conosciuto principalmente per essere uno dei più importanti musei di scultura rinascimentale al mondo, il Bargello è un luogo dove l’arte e la storia si fondono in un’esperienza indimenticabile.
Dalle prigioni al Museo:
La storia del Bargello è affascinante quanto le opere che ospita.
Originariamente, nel 1255, l’edificio fu costruito come Palazzo del Capitano del Popolo e, in seguito, divenne la sede del Podestà e del Consiglio della Repubblica Fiorentina. Il suo nome, “Bargello“, deriva dal “bargello” o “bargellus”, il capo della polizia, che vi si insediò a partire dal XVI secolo.
Per secoli, il palazzo fu adibito a prigione e luogo di esecuzione. La vita all’interno del carcere del Bargello era estremamente dura. I detenuti venivano sottoposti a torture, come i famigerati “tratti di corda” che consistevano nel sollevare e far ricadere i corpi dei prigionieri con una corda, causando tremendi danni fisici. Le esecuzioni capitali, spesso per impiccagione, avvenivano pubblicamente nel cortile del palazzo. Un fatto storico di grande risonanza fu l’impiccagione, il 28 dicembre 1479, di Bernardo Bandini Baroncelli, uno dei cospiratori della Congiura dei Pazzi. Baroncelli, che aveva ucciso Giuliano de’ Medici, era stato catturato a Costantinopoli e riportato a Firenze. La sua esecuzione divenne un evento molto seguito.
È storicamente documentato che Leonardo da Vinci fu presente all’esecuzione di Bernardo Bandini Baroncelli. Con la sua tipica curiosità scientifica e artistica, Leonardo non si limitò a guardare, ma disegnò il cadavere impiccato nei suoi taccuini. Nelle sue note, descrisse con minuzia i vestiti che indossava il condannato, annotando persino i colori (un berretto color tanaceto, una giubba di velluto nera e un saio nero di panno).
Nel cortile e nel loggiato del museo si trova un’eccezionale collezione di stemmi che erano retaggio degli amministratori della giustizia. Molti stemmi sono in arenaria e terracotta e risalgono a metà del XIV secolo fino alla prima metà del XVI secolo.
Solo nel 1865, con l’Unità d’Italia, l’edificio fu trasformato in un museo nazionale, il primo in Italia dedicato all’arte del Medioevo e del Rinascimento. L’intento era quello di riunire le sculture e le arti applicate provenienti da diverse collezioni granducali e da altri luoghi, come il Palazzo Vecchio e le gallerie degli Uffizi, creando un percorso espositivo coerente e di altissimo livello.
Capolavori del Rinascimento: la “Danza dei Bronzi”
Entrare nel Bargello è come immergersi in un’epoca d’oro dell’arte. Il cortile interno, con i suoi archi e i loggiati, è già uno spettacolo di per sé, e funge da preludio ai tesori che si trovano all’interno. La vera attrazione del museo è la sua straordinaria collezione di scultura rinascimentale, che comprende opere di alcuni dei più grandi maestri di tutti i tempi.
Tra i pezzi più celebri si annoverano due sculture di “David” in bronzo. Il “David di Donatello” (circa 1440), la prima statua nuda a grandezza naturale del Rinascimento, è un capolavoro di grazia e sensualità, con un’espressione enigmatica e un’incredibile leggerezza. L’altro è il “David di Verrocchio” (circa 1475), che si distingue per il suo realismo e per la vivace espressione del volto.
Il Bargello custodisce anche altre opere fondamentali di Donatello, tra cui il “San Giorgio”, simbolo della forza e della virtù civica, e il “Marzocco”, il leone araldico simbolo di Firenze. Non mancano poi le opere di Luca della Robbia, con le sue delicate sculture in terracotta invetriata che sembrano prendere vita, e di Giambologna, come il famoso “Mercurio” in volo.
Une menzione particolare va fatta per il basamento originale del famoso Perseo di Benvenuto Cellini che si trova qui esposto. Si tratta di un blocco di marmo intagliato con motivi araldici (come le teste di capricorno simbolo di Cosimo I de’ Medici che commissionò la statua) e mitologici. Le statuette di bronzo sono collocate nelle quattro nicchie e raffigurano il mito di Perseo tratto dalle Metamorfosi di Ovidio. Qui si trovano Giove, Mercurio, Minerva e Danae con il piccolo Perseo.
La bellezza degli oggetti quotidiani:
Nel cuore della sua eccezionale collezione di scultura, il Museo del Bargello rivela anche un lato più intimo e affascinante della vita quotidiana del Rinascimento attraverso una ricca raccolta di arti decorative e oggetti d’uso comune. Tra questi, si distinguono in particolare gli oggetti istoriati, che uniscono la funzionalità all’arte narrativa, offrendo una preziosa finestra sulle usanze e le credenze dell’epoca.
Tra i pezzi più rappresentativi, si trovano i deschi da parto, tondi in legno dipinto che venivano usati per offrire dolci e vivande alle donne dell’alta società fiorentina dopo il parto. Spesso raffigurano scene mitologiche, storiche o allegoriche legate alla speranza di prosperità e felicità per il nuovo nato. Questi oggetti, dipinti da artisti anche di grande fama, erano un importante regalo rituale che celebrava la continuità familiare.
Oltre a questi, il Bargello ospita anche una varietà di altri manufatti, come una pregevole tavola da gioco in avorio del Quattrocento che testimonia i passatempi dell’aristocrazia del tempo, e pezzi di scacchi e pedine per la dama finemente intagliati.
Infine, non possiamo non farvi ammirare il “Camino Borgherini” del 1515, un’opera d’arte che unisce scultura, storia e letteratura. Fu realizzato per le nozze di Pierfrancesco Borgherini e Margherita Acciaioli e fu talmente apprezzato che persino il Vasari lo descrisse e lo ammirò nelle sue opere. Eseguito in pietra serena, il camino mostra lo stemma della famiglia Borgherini. Il suo fregio, particolarmente elaborato, raffigura una storia tratta dalla letteratura antica: quella di Creso, il ricchissimo re della Lidia che perse il suo regno a causa di Ciro, il potente imperatore persiano. A sinistra, Creso, catturato, sta implorando il dio Apollo affinché salvi suo padre, condannato al rogo. A destra, Ciro ordina di spegnere il fuoco invocato da Creso, salvando la vita del padre dopo che Apollo ha inviato un’improvvisa pioggia. Il racconto, ricco di simbolismo, trasmette un importante insegnamento morale: non si può definire felice colui che possiede solo enormi ricchezze, poiché la fortuna e le vicende umane sono soggette a imprevedibili mutamenti.
Questi oggetti, al di là della loro funzione, raccontano storie di vita, di arte e di lusso, completando il ritratto di un’epoca in cui la bellezza si fondeva con ogni aspetto dell’esistenza.
Cambiano le epoche, ma non la necessità di vedere bellezza:
Sebbene la scultura sia la protagonista indiscussa, il Bargello non è solo questo. Le sue sale ospitano anche una ricca collezione di arti decorative e applicate, che offrono uno spaccato completo della creatività fiorentina e italiana che ci dimostra come l’uomo si evolva, ma non perda mai l’interesse nell’arte e nella bellezza anche nella propria vita quotidiana. In molte sale si possono ammirare splendidi avori, smalti, gioielli, arazzi, maioliche e armi antiche. La sala delle armi e armature, in particolare, è un luogo affascinante dove si può toccare con mano l’eleganza che accompagnava la ferocia delle epoche passate.
Una menzione speciale merita la sala dedicata alle terrecotte di Andrea e Giovanni della Robbia.
La terracotta invetriata, un processo che Luca perfezionò e mantenne segreto. Questa tecnica consisteva nel rivestire sculture in terracotta con uno smalto a base di stagno, che, una volta cotto, creava una superficie lucida, resistente e impermeabile. Questo smalto, tipicamente bianco, permetteva di creare figure pure e luminose, spesso esaltate da dettagli in blu cobalto, ma anche da tocchi di verde, giallo e manganese.
Le opere dei Della Robbia sono esposte in diverse sale del museo, ma spicca in particolare la Sala delle Maioliche, un vero e proprio scrigno di sculture in terracotta invetriata. Questa collezione permette di seguire l’evoluzione dello stile della bottega nel corso di tre generazioni.
La sala islamica:
Pochi sanno che il Bargello ospita una delle collezioni di arte islamica più importanti in Italia, un tesoro che riflette i legami storici tra Firenze e l’Oriente. La raccolta, avviata già dai Medici, testimonia i fiorenti commerci del Rinascimento con le potenze mediorientali, in particolare con i Mamelucchi d’Egitto e l’Impero Ottomano.
Questa affascinante collezione include una vasta gamma di oggetti, come bruciaprofumi, boccette, scatole e ciotole in metallo finemente lavorato, usate anche come coppe rituali. Di straordinario valore è anche la sezione tessile, che comprende ben 642 pezzi di grande pregio, esposti a rotazione per garantirne la conservazione. Non mancano rari esempi di piastrelle decorative, come quelle che risalgono all’antica Persia del XIII secolo o le policrome dell’Impero Ottomano, che mostrano la maestria artigianale di queste culture.
Una visita al Bargello è un’esperienza sensoriale e intellettuale che va oltre la semplice ammirazione di opere d’arte. È un viaggio nel cuore di Firenze, un’immersione nella sua storia e nella sua anima più profonda. È un luogo dove il passato si fa presente, e la bellezza si manifesta in ogni angolo, in ogni scultura, in ogni dettaglio. Perdersi tra le sue sale è un modo per riscoprire il genio dei maestri del Rinascimento e per lasciarsi incantare dalla magia senza tempo dell’arte.
Cosa aspetti a visitare il museo del Bargello!
Vieni a Firenze e scopri la sua bellezza.