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15 Agosto 2026

Le sentinelle di pietra: top 15 delle Case Torri di Firenze

Firenze non è sempre stata la città rinascimentale ed elegante che vediamo oggi. Nel Medioevo, il profilo della città somigliava a una “Manhattan di pietra”, con centinaia di case torri che svettavano verso il cielo, simboli di potere e strumenti di difesa per le grandi famiglie in lotta tra loro. Ecco un itinerario tra le 15 torri più affascinanti che ancora oggi caratterizzano il centro storico.

Map of the towers in Florence

Le case torri furono le fortezze verticali che modellarono il volto della Firenze medievale tra l’XI e il XIII secolo, nate come simboli di prestigio ma soprattutto come strumenti di difesa estrema durante i feroci scontri tra Guelfi (sostenitori del Papa) e Ghibellini (sostenitori dell’Imperatore). In una città trasformata in un perenne campo di battaglia, queste strutture permettevano alle famiglie di resistere agli assedi e di comunicare tra loro tramite passerelle aeree inserite nei “buchi pontiari”, evitando i pericoli delle strade sottostanti.

In questo clima di odio fratricida si inserisce la figura di Dante Alighieri, un Guelfo Bianco che visse in prima persona la spaccatura interna alla propria fazione e che, a causa della vittoria dei Guelfi Neri, fu condannato all’esilio perpetuo nel 1302. Le torri che ammiriamo oggi sono i resti di quell’epoca tumultuosa, sopravvissute alla “scapitozzatura” , ovvero il taglio forzato delle cime imposto dal Comune per limitare il potere della nobiltà, e immortalate nelle terzine della Divina Commedia, dove il Sommo Poeta riversò tutto il dolore per le lotte che avevano insanguinato la sua città.

1. Torre dei Gianfigliazzi

Gianfigliazzi’s tower

Indirizzo: Via de’ Tornabuoni, 1

Distanze: Palazzo Medici (7 min) | Palazzo Cerretani (4 min) | Palazzo Signoria (6 min)

Accanto alla chiesa di Santa Trinita, questa imponente struttura svetta con una pianta così spaziosa da essere considerata più un torrione o un piccolo palazzo che una semplice torre. Originariamente costruita per la famiglia guelfa dei Ruggerini, fu quasi totalmente demolita.  In seguito alla ricostruzione, passò ai Fastelli e, alla fine del Trecento, ai Gianfigliazzi, la famiglia citata da Dante nell’Inferno che ne mantenne la proprietà fino alla fine della linea della famiglia nel 1764.

Dopo essere stata sede dell’Accademia dei Nobili agli inizi dell’Ottocento, la torre fu oggetto di un pesante restauro nel 1841: in questa occasione furono aggiunti i piani attuali e il coronamento con beccatelli e merlatura “guelfa” (quadrata), realizzati a imitazione dell’antistante Palazzo Spini Feroni per restituirle l’antico aspetto bellicoso. Oggi, questo pezzo di storia fiorentina ha cambiato veste e ospita un albergo.

2. Torre della Pagliazza

Pagliazza Tower

Indirizzo: Piazza Sant’Elisabetta, 3

Distanze: Palazzo Medici (5 min) | Palazzo Cerretani (3 min) | Palazzo Signoria (4 min)

Celebre per la sua forma circolare unica, sorge sulle fondamenta di un’esedra di un antico calidarium romano (terme), elemento che ne ha condizionato la geometria insolita. Le sue origini sono avvolte nel mistero: si ipotizza sia stata eretta dai Bizantini nel VI secolo come torre di difesa delle mura, o dai Longobardi nel secolo successivo come torre campanaria. Nel XII secolo, la struttura fu trasformata in un carcere femminile, ed è proprio a questo periodo che si deve il nome “Pagliazza”, derivante dai semplici giacigli di paglia su cui dormivano le detenute.

Al suo interno è stato ricavato un affascinante museo archeologico che espone reperti e ceramiche rinvenuti durante i meticolosi restauri degli anni ’80, tra cui pregiati frammenti di epoca bizantina e resti delle pavimentazioni romane originali. Oggi la torre è parte integrante di un prestigioso hotel, rappresentando uno degli esempi più stratificati e antichi di architettura fiorentina ancora esistenti.

3. Torre di Palazzo Vecchio (Arnolfo)

Arnolfo Tower

Indirizzo: Piazza della Signoria, 1

Distanze: Palazzo Medici (8 min) | Palazzo Cerretani (7 min) | Palazzo Signoria (0 min)

Alta circa 94 metri, questa torre non è solo il simbolo del potere civile di Firenze, ma anche un capolavoro di ingegneria trecentesca.
Si trova esattamente davanti agli appartamenti di Palazzo Signoria.
Fu costruita verso il 1310, quando il corpo principale del palazzo era quasi terminato, e presenta una caratteristica audacissima: la sua facciata è costruita “in falso”, ovvero sporge rispetto alle strutture sottostanti, appoggiandosi solo in parte alle murature del palazzo. Per realizzarla, Arnolfo di Cambio sfruttò le fondamenta di una casa-torre preesistente appartenuta alla famiglia ghibellina dei Foraboschi, nota come torre “della Vacca” a causa del nomignolo che i fiorentini avevano affibbiato alla grossa campana che la sormontava.

All’interno del fusto della torre, oltre alla complessa scala in pietra, si nasconde una piccola cella di rigore chiamata “l’Alberghetto”. In questo spazio angusto furono rinchiusi prigionieri illustri che hanno segnato la storia della città: da Cosimo il Vecchio, prima del suo esilio nel 1433, a Girolamo Savonarola, che vi trascorse i suoi ultimi giorni nel 1498 prima di essere giustiziato in Piazza della Signoria. La torre ospita un grande orologio, la cui prima versione meccanica fu realizzata nel 1353 dal fiorentino Nicolò Bernardo.

4. Torre della Castagna (Bocca di Ferro)

Chestnut Tower or “Iron Mouth”

Indirizzo: Piazza San Martino (angolo Via Dante Alighieri)

Distanze: Palazzo Medici (6 min) | Palazzo Cerretani (5 min) | Palazzo Signoria (3 min)

Situata in piazza San Martino, questa torre è una delle meglio conservate della città e deve il suo nome curioso a un’antica consuetudine democratica: qui i Priori delle Arti, prima della costruzione di Palazzo Vecchio, si riunivano per votare utilizzando delle castagne (chiamate popolarmente “ballotte”) che venivano riposte in sacchetti o orci. Questo rito ha dato origine al termine moderno “ballottaggio”. La torre fu donata nel 1038 dall’imperatore Corrado II ai monaci della vicina Badia Fiorentina per proteggerli dalle incursioni e dalle lotte tra le fazioni nobiliari.

Proprio per il suo prestigio e la sua neutralità, nel 1282 divenne la prima sede dei Priori di Firenze, i quali vi si rinchiudevano per la durata del loro mandato di due mesi, così da evitare qualsiasi influenza o pressione esterna durante le decisioni di governo. Grazie a questo altissimo ruolo pubblico, la torre fu l’unica della zona a essere risparmiata dalla “scapitozzatura” del 1250, mantenendo ancora oggi la sua altezza originaria e l’aspetto di un’imponente sentinella in pietra che sorveglia l’antico quartiere di Dante. Al pianterreno, è ancora visibile l’antico ingresso con un possente arco a sesto acuto, tipico dello stile medievale più puro.

5. Torre dei Giuochi (Museo Casa di Dante)

Tower of Games (Casa di Dante Museum)

Indirizzo: Via Santa Margherita, 1

Distanze: Palazzo Medici (7 min) | Palazzo Cerretani (5 min) | Palazzo Signoria (4 min)

Situata in via Santa Margherita, questa torre è uno dei tasselli più preziosi del cuore medievale di Firenze. Appartenne alla famiglia dei Giuochi, una stirpe di antica nobiltà che si estinse intorno al 1300 con Cesare di Gherardo. Essendo vicini di casa degli Alighieri, le loro vicende si intrecciarono inevitabilmente con quelle del Sommo Poeta; la famiglia dei Giuochi era però di parte ghibellina (a differenza di Dante), il che rende questa torre un simbolo fisico delle divisioni politiche che laceravano ogni singolo isolato della città. L’edificio è stato incorporato nel percorso del Museo Casa di Dante, sorto nei primi del Novecento proprio dove un tempo sorgevano le case degli Alighieri e dei loro alleati.

L’architettura della torre è un esempio perfetto di tecnica costruttiva del XIII secolo: la facciata è caratterizzata dal tipico rivestimento in “pietra forte” con filari regolari di bozze. Osservando attentamente le pareti esterne, si possono notare i numerosi buchi pontiari con robuste mensole in pietra, che un tempo servivano a sostenere ballatoi lignei e scale esterne necessari per collegare i vari piani senza passare dall’interno. Sebbene sia stata restaurata per ospitare il museo, la torre conserva al pianterreno l’antico portale sormontato da un arco a sesto acuto, che restituisce l’immagine di una Firenze austera e fortificata, esattamente come appariva agli occhi di Dante prima del suo esilio.

6. Torre dei Foresi

casa torre dei Foresi

Indirizzo: Via Porta Rossa, 10 (angolo Piazza dei Davanzati)

Distanze: Palazzo Medici (7 min) | Palazzo Cerretani (4 min) | Palazzo Signoria (4 min)

Situata all’angolo strategico tra via Porta Rossa e piazza dei Davanzati, questa torre rappresentava il fulcro del potere della famiglia Foresi, una delle stirpi più influenti della parte guelfa. La loro importanza era tale che i membri della famiglia ricoprirono spesso cariche pubbliche di rilievo, partecipando attivamente alla vita politica della Repubblica Fiorentina. Sebbene oggi la torre appaia ridimensionata rispetto al suo splendore medievale, conserva una mole massiccia e severa che testimonia la ricchezza dei suoi antichi proprietari, i quali possedevano diversi immobili in questa parte della città.

Anche in questo caso sono perfettamente visibili i buchi pontiari disposti su più livelli, accompagnati da robuste mensole in pietra: questi fori non servivano solo per le impalcature durante la costruzione, ma sorreggevano vere e proprie gallerie pensili in legno che permettevano di aumentare la superficie abitabile e di spostarsi rapidamente tra gli edifici durante i tumulti cittadini. Al pianterreno, la torre presenta ampi archi che un tempo ospitavano botteghe e fondachi, sottolineando la doppia anima della casatorre fiorentina: fortezza militare nei piani alti e centro di affari a livello della strada.

7. Torre Volognana (Palazzo del Bargello)

“Volognana” Tower

Indirizzo: Via del Proconsolo, 4 (angolo Via Ghibellina)

Distanze: Palazzo Medici (8 min) | Palazzo Cerretani (7 min) | Palazzo Signoria (3 min)

Inglobata nel fianco dell’imponente Palazzo del Bargello, la Torre Volognana è un caso unico a Firenze: è l’unica torre di origine privata che, una volta divenuta parte di un palazzo pubblico, ha conservato la sua altezza originaria di ben 57 metri. Venduta al Comune nel 1254 insieme alle proprietà circostanti delle famiglie Boscoli e Riccomanni, divenne il fulcro del nuovo Palazzo del Capitano del Popolo. Il suo nome deriverebbe da Geri da Volognano, uno dei primi prigionieri che fu rinchiuso nelle sue celle, inaugurando la lunga e cupa storia della torre come luogo di detenzione.

Le sue spesse mura in pietra forte raccontano secoli di storia giudiziaria: la torre fu infatti trasformata da casatorre residenziale a torre campanaria e prigione di massima sicurezza. Nella cella aerea sulla sommità è custodita la campana detta “La Montanina”, catturata nel 1302 al castello di Montale, spezzata e poi rifusa nel 1381. Il suo suono era temuto da tutta la città, poiché annunciava eventi nefasti come le esecuzioni capitali o i richiami alle armi durante le rivolte. Questo cupo presagio diede origine al celebre detto popolare rivolto a chi parla male di tutti: “Ha la lingua lunga come la campana del Bargello; quando suona, suona sempre a vituperio”.

8. Torri degli Adimari

Adimari Towers

Indirizzo: Via dei Calzaiuoli (angoli Via Tosinghi e Vicolo degli Adimari)

Distanze: Palazzo Medici (4 min) | Palazzo Cerretani (2 min) | Palazzo Signoria (4 min)

Si tratta in realtà di due torri, situate lungo l’attuale via dei Calzaiuoli, rappresentano ciò che resta del vasto dominio territoriale della famiglia Adimari, una delle stirpi più antiche e potenti della Firenze guelfa. La loro influenza era tale che l’intero isolato era conosciuto come “Canto degli Adimari” e la famiglia possedeva così tante proprietà nella zona da essere definita “oltracotante” da Dante Alighieri nel XVI canto del Paradiso. Il Sommo Poeta non nutriva simpatia per loro, descrivendoli come persone che “dietro a chi fugge s’ingalluzzano” (ovvero feroci con chi è in difficoltà), probabilmente a causa del ruolo che giocarono nel suo esilio.

Dal punto di vista architettonico, le torri fungevano da vere e proprie sentinelle sulla via principale che collegava il centro politico (Piazza della Signoria) a quello religioso (il Duomo). Una delle due torri è situata all’angolo con via Tosinghi, mentre l’altra svetta all’angolo con il vicolo degli Adimari; entrambe mostrano il tipico rivestimento in pietra forte e i segni dei “buchi pontiari” che un tempo ospitavano le strutture lignee. Nonostante i numerosi rifacimenti della via avvenuti nel corso dell’Ottocento, queste torri sono sopravvissute come testimoni della densità edilizia medievale, quando ogni angolo di strada era presidiato da una famiglia pronta a difendere il proprio onore e i propri confini.

9. Torre degli Agli (Palazzo Ricci-Altoviti)

Ancient Tower of the Agli

Indirizzo: Via de’ Vecchietti, 6

Distanze: Palazzo Medici (5 min) | Palazzo Cerretani (1 min) | Palazzo Signoria (6 min)

Inglobata oggi nel Palazzo Ricci-Altoviti, in via de’ Vecchietti, la Torre degli Agli è una delle testimonianze più antiche della zona. La famiglia degli Agli era tra le più illustri e remote di Firenze, tanto che la tradizione voleva fossero presenti in città ben prima della distruzione di Fiesole. Il loro potere non si limitava al centro storico: la famiglia possedeva vasti terreni e una villa nella zona nord-ovest di Firenze, che ancora oggi porta il loro nome (il quartiere degli Agli, dove sorge l’attuale aeroporto di Peretola). Di parte guelfa, la famiglia dovette subire l’esilio e la parziale distruzione delle proprietà dopo la battaglia di Montaperti, per poi tornare in città e consolidare la propria posizione.

Architettonicamente, la torre è oggi visibile sul fianco sinistro del palazzo, dove il paramento in pietra forte emerge dalle strutture rinascimentali successive. Nonostante le trasformazioni che hanno trasformato la zona nel “salotto buono” di Firenze dopo il Risanamento ottocentesco, la torre conserva intatti i segni del suo passato bellicoso: le bozze di pietra e i fori pontiari sono ancora distinguibili, raccontando di un’epoca in cui l’altezza degli edifici era l’unico metro di misura del potere familiare. Con l’estinzione della famiglia nel XVII secolo, la torre e il palazzo passarono ai Ricci e poi agli Altoviti, ma la struttura ha continuato a mantenere il nome originale in onore dei suoi primi, storici proprietari.

10. Torre dei Donati

Donati Tower

Indirizzo: Via del Corso, 31-33r

Distanze: Palazzo Medici (6 min) | Palazzo Cerretani (5 min) | Palazzo Signoria (4 min)

Situata in via del Corso, nel cuore pulsante della Firenze medievale, questa torre era la roccaforte dei Donati, una delle famiglie più potenti e battagliere della città. Capitanati dal carismatico e violento Corso Donati, soprannominato “il Barone”, furono i leader indiscussi della fazione dei Guelfi Neri. La rivalità tra i Donati e i vicini Cerchi (capi dei Guelfi Bianchi) fu la scintilla che scatenò la guerra civile urbana che portò, nel 1302, all’esilio di Dante Alighieri. Il Sommo Poeta era profondamente legato a questo clan non solo dalla politica, ma anche dal sangue: sua moglie, Gemma Donati, apparteneva proprio a questa potente famiglia, rendendo il conflitto tra Dante e Corso un affare tragicamente domestico.

Dal punto di vista architettonico, la torre mostra ancora oggi il tipico paramento in filaretto di pietra forte, sebbene appaia sensibilmente più bassa rispetto alla sua altezza originale. Fu infatti una delle tante strutture colpite dalla “scapitozzatura” imposta dal Comune per moderare l’arroganza delle famiglie nobiliari. Sulla facciata sono ancora visibili i “buchi pontiari” e i resti di mensole che un tempo sorreggevano ballatoi in legno, necessari per collegare tra loro le varie case del clan Donati che formavano una vera e propria cittadella fortificata nel centro della città. Oggi, la torre ospita al piano terra una lapide dantesca che ricorda le vicende della famiglia, restando uno dei simboli più suggestivi della Firenze dei tempi di Dante.

11. Torre degli Alepri

The Alepri Tower

Indirizzo: Via della Condotta, 52r

Distanze: Palazzo Medici (7 min) | Palazzo Cerretani (5 min) | Palazzo Signoria (2 min)

Situata in via della Condotta, quasi all’angolo con via dei Cerchi, la Torre degli Alepri è un esempio perfetto della densità edilizia della Firenze medievale. La famiglia Alepri, di solide radici guelfe, era profondamente inserita nella vita politica e commerciale della città. A causa della loro posizione politica, la famiglia subì gravi danni durante il periodo di supremazia ghibellina seguito alla battaglia di Montaperti (1260), vedendo le proprie case messe a ferro e fuoco. Una volta tornati dall’esilio, gli Alepri riuscirono a ricostruire il proprio prestigio, rimanendo protagonisti della scena cittadina fino al XIV secolo.

Architettonicamente, la torre appare oggi come una struttura slanciata che conserva gran parte del suo carattere originario. Il paramento esterno in pietra forte è punteggiato da numerosi buchi pontiari.

12. Torre degli Albizi

Albizi Tower

Indirizzo: Borgo degli Albizi, 14

Distanze: Palazzo Medici (9 min) | Palazzo Cerretani (8 min) | Palazzo Signoria (6 min)

Situata in Borgo degli Albizi, questa torre era il fulcro del potere di una delle famiglie più antiche e influenti della città. Gli Albizi furono per decenni i padroni di fatto della politica fiorentina, guidando la fazione oligarchica che si oppose strenuamente all’ascesa di Cosimo il Vecchio. La loro egemonia terminò solo nel 1434, quando i Medici riuscirono a ribaltare le sorti politiche, condannando Rinaldo degli Albizi all’esilio. La torre, pur essendo stata parzialmente scapitozzata, mantenne un aspetto imponente proprio per ribadire la superiorità della famiglia, che nel momento di massimo splendore possedeva quasi l’intero isolato lungo la direttrice che portava verso le mura orientali.

Dal punto di vista architettonico, la struttura si distingue per l’uso magistrale della pietra forte lavorata a filaretto, con una finitura a bugnato nella parte inferiore che ne sottolinea la solidità difensiva. Sulla facciata sono ancora ben visibili i buchi pontiari disposti in modo regolare, testimonianza dell’antica rete di ballatoi lignei che collegava la torre ai palazzi circostanti del clan.

13. Torri di Corso Donati

Towers of Corso Donati

Indirizzo: Borgo degli Albizi, 11 e Via Matteo Palmieri, 35r

Distanze: Palazzo Medici (10 min) | Palazzo Cerretani (9 min) | Palazzo Signoria (7 min)

Queste strutture, situate tra Borgo degli Albizi e via Matteo Palmieri, costituivano il cuore pulsante della “curia” dei Donati, ovvero il complesso di case, torri e cortili che formava una vera e propria cittadella privata. La famiglia era guidata da Corso Donati, il più carismatico e temuto leader dei Guelfi Neri. Noto per la sua arroganza e il suo coraggio, Corso fece di queste torri la sua base operativa per lanciare attacchi contro i rivali Cerchi. Proprio qui, nel 1308, Corso tentò un’ultima, disperata resistenza contro le truppe del Comune che lo accusavano di voler diventare signore assoluto di Firenze: l’intera area fu assediata e data alle fiamme, e Corso trovò la morte poco lontano mentre tentava la fuga.

Dal punto di vista architettonico, le torri sono visibili da piazza San Pier Maggiore e mostrano i segni evidenti delle fortificazioni medievali. Una di esse è oggi curiosamente unita al Palazzetto di Francesco Maria de’ Medici, creando un singolare contrasto tra la severità del medioevo e l’eleganza rinascimentale. Le facciate presentano ancora i robusti paramenti in pietra e i “buchi pontiari” che un tempo sostenevano le passerelle aeree: immaginate l’intero isolato trasformato in un labirinto difensivo inespugnabile.

14. Torre della Zecca

Mint Tower

Indirizzo: Piazza Piave

Distanze: Palazzo Medici (18 min) | Palazzo Cerretani (19 min) | Palazzo Signoria (14 min)

Situata in Piazza Piave, questa torre rappresentava il baluardo terminale delle mura orientali di Firenze ed è una delle poche sopravvissute all’abbattimento della cerchia muraria durante il Risanamento ottocentesco. Il suo nome attuale risale al 1532, quando i locali posti ai suoi piedi furono utilizzati dalla Zecca Fiorentina per coniare il leggendario fiorino d’oro. La posizione non era casuale: la forza motrice delle acque dell’Arno veniva sfruttata attraverso un sistema di gore e mulini per azionare i pesanti macchinari necessari alla produzione della moneta che all’epoca dominava i mercati europei.

Originariamente chiamata “Torre Reale”, la struttura fu eretta all’inizio del XIV secolo come parte del progetto di difesa della città. Al suo interno nasconde un segreto architettonico straordinario: un passaggio sotterraneo (oggi non più agibile) che correva sotto il letto dell’Arno, permettendo ai soldati di attraversare il fiume al riparo dai nemici e collegare la sponda nord alla sponda sud presso la Torre di San Niccolò.

15. Torre San Niccolò

San Niccolò Gate

Indirizzo: Piazza Giuseppe Poggi

Distanze: Palazzo Medici (19 min) | Palazzo Cerretani (19 min) | Palazzo Signoria (13 min)

Ecco un approfondimento storico sulla Torre San Niccolò, integrando le sue particolarità difensive e il suo ruolo unico nel panorama urbano di Firenze:

Situata in Piazza Giuseppe Poggi, nell’Oltrarno, questa imponente struttura è l’unica porta delle antiche mura di Firenze a non aver subito la “scapitozzatura” durante il XVI secolo. Mentre le altre torri difensive vennero abbassate per non essere bersagli facili per le nuove artiglierie, la Torre San Niccolò mantenne la sua altezza originaria perché la collina di San Miniato alle sue spalle fungeva da protezione naturale contro le cannonate. Costruita nel 1324 su progetto attribuito ad Arnolfo di Cambio, fungeva da punto di controllo strategico per l’accesso fluviale alla città, essendo gemellata idealmente con la Torre della Zecca sulla sponda opposta.

Architetturalmente, la torre si distingue per i suoi tre ordini di arcate sovrapposte sul lato rivolto verso la città, che un tempo ospitavano le stanze per il corpo di guardia incaricato di sorvegliare il varco e riscuotere i dazi. Sulla sommità è ancora percorribile il camminamento di ronda merlato, da cui si gode una delle viste più iconiche di Firenze. Durante i lavori per Firenze Capitale nel 1865, l’architetto Giuseppe Poggi la isolò dalle mura circostanti, trasformandola nel fulcro scenografico delle Rampe che conducono al Piazzale Michelangelo.

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